accademia di belle arti di urbino
via dei maceri 2, urbino (pu)
tel. +39 0722 320287.
i servizi di segreteria
sono attivi dal lunedì al sabato,
dalle ore 8:30 alle ore 13:30.
Saturday, 30 May, 2009

Flags by Colours

flag

Le bandiere di tutto il Mondo rielaborate da un programma di Shahee Ilyas compilato in python: le bandiere degli stati sono generate dal database di The World Factbook e poi processate calcolando le proporzioni tra i colori di ognuna di esse. Molto divertente.

Flags by Colours.

Tuesday, 26 May, 2009

Suoni linfei

linfei-suoni

Cos’è la musica?
Certo è qualcosa di diverso da una tizia/tizio che passa le ore a bagno in una sorgente in attesa di dare l’ispirazione a qualcuno…O si!

Qual’è la differenza tra l’uomo del paleolitico che soffiò nel primo flauto d’osso della storia e quello che pensò la Neumann KU100 dummy head?
Si l’ambiente e cambiato, a frapporsi c’è la tecnologia, ma il desiderio di conoscere per condividere suoni ancestrali e la ricerca dei luoghi dell’ascolto, lega questi due sconosciuti ed anche noi.

ll workshop con David Monacchi del 8/05/09 è stata una guida all’ascolto itinerante dai  sonogrammi alle slides alle registrazioni su multicanale fino a giungere al duetto per flauto e cisterna, l’assolo per ruscello, ed il notturno per anfibi volatili e pioppi al vento.
Il tutto ad esplicare l’atavico legame tra il comunicare ed il conservare per preservare le zone primarie  ”antiurbane”.

Ciò che conforta è sapere che la necessità è semplicità e può essere insegnata, con poco nozionismo.
Von Herenfels argomentando la “qualità della forma” spiega come la melodia sia un un insieme di suoni e pause ed il susseguirsi di queste generino il ritmo.

Esistono melodie udibili ed inudibili come i suoni del “bai” al crepuscolo o il nostro respiro.

-LEs

La tecnica e l’essenza dell’uomo

galimberti1

Restiamo ad ascoltare, anche giusto il tempo della sua breve durata, questo breve intervento del filosofo Umberto Galimberti. Carpito di sfuggita da uno schermo in accademia, questo breve discorso\lezione circa la questione del rapporto dell’uomo con la tecnica, è stato per me un utile approfondimento sul tema (lanciato con la lettura di “Tecnica e Architettura” di E.Severino). Nel porre la questione della tecnica, Galimberti ci parla di mito, di rito. Ragiona sulla nostra natura, parla di noi, e quindi anche di se. Siamo o no “animali ragionevoli”? Siamo realmente quello che si dice “homo sapiens”, oppure conserviamo ancora qualcosa dell’”homo faber”? Ottimi spunti per scoprire qualcosa che non sapevamo dei nostri computer, della parola “pro-gettare”, o anche delle nostre più piccole paure quotidiane.

- Paolo

Sunday, 17 May, 2009

L’India…

L'India

Se non l’avete ancora visto, guardate  il film di Danny Boyle ‘The Millionaire’ -come citare questo regista e non ricordare ‘Trainspotting’, descrizione veritiera della vita scellerata di un gruppo di ragazzi, sbandati dalla droga nei quartieri di Edimburgo- Nel film ‘The millionaire’ il protagonista, Jamal Malik, insegue il suo amore infantile e riesce forse a riscattarlo, dopo diciottanni di peripezie, giocando a ‘Chi vuol esser Milionario’. Un film non entusiasmante per la fine, banal-leggera, (anche se potrebbe essere un modo per sdrammatizzare la pesantezza di un determinato contesto quale la povertà e le conseguenze), quanto per la descrizione della realtà nuda e cruda dell’India, di Mumbai, degli orfani in balia alla malavita, addestrati per chiedere l’elemosina, indotti volontariamente alla cecità, perché in termini di guadagno rendono molto di più. Nella scena iniziale, dei poliziotti corrono dietro ai bambini perché giocano in territorio abusivo (a ridosso dell’aeroporto). Per quanto potrebbero essere gli stessi bambini che troviamo comunemente nelle metro, nelle stazioni, temutissimi perché sfilano il portafogli con un’abilità sorprendente, mi fanno sorridere, m’immedesimo nella loro astuzia e nelle loro corse tra le baracche per scappare alla giustizia, non riuscendo a sentenziarli in modo negativo, come farei in una situazione reale, ‘No cartà d’identità? No imbarco’, dovesse mai succedermi al momento di partire. Venerdì lo ‘Show le Iene’, sono andati a intervistare gli attori, e veramente Le ‘Baraccopoli’ sono anche a ridosso dell’aeroporto di Mumbai. La colonna sonora, curata dal compositore indiano di sound tracks Allah Rakha Rahman, mi ha posto i punti di domanda ‘Cosa potrebbe essere ascoltato nelle radio dell’ India, oggi, ora…? Chi è il cantante in voga adesso? Se per noi 30 anni fa i Beatles hanno fatto storia, chi l’ha fatta per loro? ‘ Vado un po’ a curiosare….

- Giulia

Thursday, 14 May, 2009

Certo lui non sa

certo-lui-non-sas1

“Un altro libro che sto scrivendo parla dei cinque sensi, per dimostrare che l’uomo contemporaneo ne ha perso l’uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è molto sviluppato, manco di attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope. Per ognuno dei cinque sensi devo fare uno sforzo che mi permetta di padroneggiare una gamma di sensazioni e sfumature. Non so se ci riuscirò, ma in questo caso come negli altri il mio scopo non è tanto quello di fare un libro quanto quello di cambiare me stesso, scopo che penso dovrebbe essere quello di ogni impresa umana. Voi potete obiettare che preferite i libri che convogliano una vera esperienza, posseduta fino in fondo. Ebbene, anch’io. Ma nella mia esperienza la spinta a scrivere è sempre legata alla mancanza di qualcosa che si vorrebbe conoscere e possedere, qualcosa che ci sfugge. (…) In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi.”
Italo Calvino, Saggi, Mondadori, Milano 1995, p. 1880.

Quando il caso favorisce le menti preparate…

Il 12/13/14 di Maggio 09 alle 20.00, 21.00 e 22.00 presso l’aulateatro in Via Timoteo Viti – Urbino, ha luogo lo spettacolo “Certo lui non sa” degli studenti della Scuola di Scenografia e possibile assistere solo previa prenotazione. 

- LEs

Monday, 11 May, 2009

( )

monaccho

Silenzio, ovvero come attraverso i suoni naturali ci si immerge in luoghi reconditi a noi semi-sconosciuti.

Il workshop di venderdi scorso, che ha visto protagonista il musicista e  sound designer David Monacchi, è stata un esperienza molto intensa, che, iniziata con la spiegazione delle tecniche di registrazione, e passata attraverso un emozionale ascolto delle composizioni, ed è sfociata nella pura catarsi nelle (quasi) silenziose campagne del montefeltro. Se il ritorno al puro VEDERE è una delle prerogative di noi campisti e se vogliamo dell’uomo “moderno”,  Il ritorno all’ASCOLTARE  è a parer mio sullo stesso piano. David durante il workshop ha citato il famoso pezzo 4:33 di J. Cage, che consiste in 4:33 minuti di puro silenzio, e ci ha raccontato che: assistendo ad una interpretazione del brano (non-brano) aveva iniziato ad ascoltare tutto quello che gli stava attorno, in quel momento mi è saltato in mente “Blue”.

Mentre scrivo il post, in cuffia ascolto “Stati D’Acqua”.

Ringrazio CV per la bellissima esperienza.

- luca_s_

Tuesday, 5 May, 2009

Accade #03

accade_cop_03

È stato di recente avvistato il nuovo numero della rivista Accade: la webzine del corso di Campi Visivi che in pochi megabyte d’informazione risponde e propone domande a tematiche quotidiane: come verniciare senza inquinare potendo anche respirare; come creiamo ricreando noi stessi; cosa accade dentro l’Accademia di Urbino e perché no, anche quanto distano i letti dei suoi studenti.

Vi troverete panoramiche più o meno profonde su questioni più o meno fittizie: leggende suburbane, interiviste ed oggetti impossibili, affinità tra distanze infinite tra Pechino e Urbino…

Tutto ciò che cade Accade.    

#03 / ACCADE

 

- LEs & others

Friday, 1 May, 2009

Che futuro?

immagineblog12

Ieri solita sera, si esce per una bevuta in Piazza, si torna a casa, 4 piani d’affaticamento e accendo la tv. Parla un signore, un certo Adriano Casassa. Passato non poco notevole, ex-consulente finanziario, si definisce un ECO NO-MISTA surrealista. Definisce la finanza no una gabbia di numeri ma una rete fatta di passione, di fantasia. Mi sono soffermata a pensare se potesse essere mai veritiera una definizione del genere, in un Pianeta consumato dallo sciacallaggio, di persone che pensano di portare sulle spalle la verità assoluta, di menti ingabbiate di dollari, di società costruita su scalini e all’apice della scala, il potere assoluto di signori che fanno finta di cavalcare ideologie. Casassa continua a cantare le vere problematiche che ci circondano, ci definisce ballerini ignari di un’orchestra. Aggiungerei che occupiamo appena uno spartito, note immobili nere su carta bianca, al massimo ingiallita dal tempo. E la cosa più preoccupante è il controbattere sull’ inesistenza di questa crisi, del danno che l’uomo ha fatto in questa dannata Terra. MI SALE IL SANGUE AL CERVELLO QUANDO NEGANO L’EVIDENZA. Non siamo forse artefici di sostanze chimiche, che stanno sostituendo l’aria, non è forse vero che il cancro è la nuova peste del secolo?? Tirerei per capelli questi signori per rapportarli praticamente con il territorio, e vedere frontalmente quanti casi (la mia zona ad esempio!) ci sono e come le persone cadono di anno in anno malate di tumore (amici, amiche, conoscenti). Tanto efficace la controrisposta di Casassa ‘SIAMO FORSE IMMUNI AL BENZENE?’
Casassa afferma di avere una montagna di disprezzo, ma al giorno d’oggi non abbiamo neanche lo spazio per questo, perchè costruiamo montagne per nascondere lo schifo che produciamo.
Mi areno, rimango disgustata, ho un senso di nausea, e mi chiedo: ‘Un domani che colore avranno i nostri pensieri??
I nostri pesi e le nostre misure quali saranno?? E i nostri spazi? Ci saranno? Esisteranno?

Nell’immagine, la visione personale di quali spazi esisteranno in un futuro non troppo lontano.

- Giulia

Playtime, la ricreazione

play-time3

Vedete questa immagine? Cosa vi trovate? La riconoscete? La ricorderete?

Questo è il frame che terrò del Workshop tenuto da Nicola Salviato.

La decisione l’ha determinata la scoperta del titolo di questo film che ho cercato per anni: “Playtime” di Jacques Tati e il come questa immagine condensi alcuni punti messi a  fuoco in questo periodo: la veduta dall’alto, il retaggio storico, la modernità…

La ragione di questo post stà nel chiedervi se anche voi dal 27/04/09 al 29/04/09 vi siate trovati insolitamente legati ad un aspetto e scollegati ad altri, come è capitato a me.
Ho apprezzato che sia stata ripetuta l’importanza “dell’esperire” come unico strumento per imparare a differenza della conoscenza  intellettuale e con essa la “teoria della generazione certificata”; dal momento che sono molti gli etimo dei termini legati alla conoscenza che si basano su azioni semplici ad esempio: “sistema” che deriva da “raccolgo”, “conoscere” scavare “esprimere” che è riconducibile a “tirare fuori”, “capire” prendere-afferrare, “errore” vagare di qua e là…

 

Ah! Nel caso foste refrattari a questo film avrebbe senso.

Denoterebbe semplicemente la molteplicità del nostri sistemi nervosi.

Infatti la neuropsicologia odierna ha dimostrato scientificamente che le interconnessioni  denditriche, dei nostri neuroni, si formano solo una volta “venuti al mondo”  ossia il nostro “cervello” si forma in base all’ambiente, nel quale e col quale interagiamo con i sensi, rispondendo dell’esigenze di cui abbiamo bisogno, modificandosi continuamente fino al suo arresto.  

Se mai utilizzassimo solo il 15% del nostro sistema nervoso il restante 85% sarebbe già atrofizzato.

Per tanto facciamoli carburare ben bene questi neuroncini che ne uscirà qualcosa di positivo!
Buon I Maggio! 

 

- LEs


© CAMPIVISIVI.NET 2009