Ci sono domande ???

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Installazione luminosa
Saint-Paul Saint-Louis church
Notte Bianca, Parigi, 2007
- Dedo

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Installazione luminosa
Saint-Paul Saint-Louis church
Notte Bianca, Parigi, 2007
- Dedo

Oggi Earth Day 2008 non si poteva non postare almeno, un progetto eco-sostenibile…bene ve ne darò beeen due.
“ECOCHO”, si spiega da solo.
“Un nuovo motore di ricerca che combatte i cambiamenti climatici!
Ogni 1000 ricerche eseguite, Ecocho pianta fino a 2 alberi.
Questo serve a contrastare una tonnellata di gas serra.
Paghiamo gli alberi con la pubblicità del sito.
Scegliete di passare attraverso Yahoo o Google e iniziare una eco ricerca!”
(con gentile concessione, dalla dritta di Sign)
“WATER”, questo si spiega veramente da solo…
- Dedo, e/a “tutti” gli abitanti del pianeta terra.

Sulla base del tema sviluppato nel progetto e nel post precedente da “Dan”, segnalo un’ulteriore interessante e poetica visione di quelle che sono “entità” fluttuanti in ambienti/universi paralleli apparentemente morti, al contrario contenitori colmi di tempi, vite, destini incrociati.
Il progetto a cui faccio riferimento, è documentato da un’esaustiva recensione presente sulla rivista “Abitare” del mese scorso (Marzo).
In quanto solo una segnalazione, lascerò illustrare il progetto, dall’introduzione dell’articolo stesso:
“Nel maggio 2007 Gianluigi Ricuperati e Giovanna Silva hanno visitato i deserti della California e del Nevada in compagnia di Enzo Mari. L’idea era attraversare in auto lo spazio che separa Los Angeles e Las Vegas e fermarsi ogni tanto a raccogliere oggetti e immaginarne le storie.”
qui l’articolo: Il Vento degli Oggetti
- Dedo

Il fascino di strutture architettoniche abbandonate e ormai non più in attività ha sempre richiamato nel immaginario collettivo curiosità, fascino e solitudine, ma non solo; esse sono documentazioni di un passato, di un frammento temporale che non esiste più. Questi luoghi sono soggetti ad una mutazione, un cambiamento a livello, strutturale,sociale che porterà, prima o poi, ad una disgregazione totale di tutta la loro struttura identificativa. Stiamo parlando, dunque, di architettura in decomposizione: ogni giorno che passa ne perdiamo un frammento.
È una decomposizione lenta, che può, però, a sua volta, generare nuova forma. Risulta quindi più appropriato parlare di “forma” piuttosto che di struttura. La forma è uno dei parametri fondamentali che sono necessari alla nostra mente per identificare un oggetto rispetto ad un altro. Dunque architettura-informale, laddove Informale è un concetto che può essere applicato anche a questi luoghi, in quanto essi sono soggetti a delle mutazioni estetiche, organiche e chimiche; una parete che rimane sotto il sole di decine di estati calde, deforma lo strato di intonaco al suo esterno in maniera omogenea ma del tutto casuale; si attua una combustione che ne modifica completamente la composizione originaria. In questi luoghi spesso si trovano degli elementi che lasciano pensare ad un vissuto, a delle esperienze che vi sono racchiuse all’interno; ogni parete, mattone, albero, porta, ci trasmette delle sensazioni diverse da quelle che siamo abituati a provare in circostanze quotidiane, e in questo momento è come ci poniamo
di fronte allo spazio che diventa determinante.
Il progetto si pone come analisi e mappatura territoriale del comune di Rimini, dove l’organizzazione razionale
del territorio ha prodotto dei “residui”: luoghi di solitudine,dove la forma assume nuovo significato, attraverso storie,oggetti e percorsi emozionali di vita,tempo e memoria; si prefigge inoltre lo scopo di informare e sensibilizzare il cittadino/visitatore verso una riqualificazione territoriale consapevole e preservatrice.
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Architettura-informale
(colonie a mare rimini)
esposizione: Daniele Lisi
Rimini (galleria dell’immagine)
palazzo Gambalunga 5/24 aprile 2008