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Monday, 17 March, 2008

Money

Money

“Il denaro,è un’illusione, un rapporto psicologico tra un oggetto e il valore che ne è stato deciso……il mondo (però) è costellato di illusioni di diversa forma e sostanza.”

Questa è parte della “perfetta” definizione e introduzione del progetto/tema/ricerca sviluppata nel nuovo numero di Colors (“Money”/ 73).
Lo sviluppo della tematica, parte dall’analisi in laboratorio di banconote circolanti, e delle sostanze che se ne rilevano attraverso le “macchie” lasciate dai suoi passaggi, dai suoi possessori, dai suoi usi, dalle sue attività.
Dalla “ricerca” emergono numerose metafore di pagamento non convenzionali: da gravi problemi sociali a importantissime e rilevanti soluzioni sociali.
Non starò a dilungarmi sulla cura e la precisione dello svolgimento e dello sviluppo concettuale, tematico, estetico di questo numero della rivista (in quanto già conosciuto ed evidente), ma va menzionata la struttura di essa data dalle sostanze stesse rintracciate durante l’analisi (cocaina, olio, sangue, terra, metallo, cellulosa, feci, microbi, silicato, plastica, tracce organiche, cenere, inchiostro, sudore), e dal loro uso “finanziario” (metodo di pagamento, eredità, risparmio, transazione, bancarotta, prestito).

Arrivo da una rapida e intensa lettura del numero, che mi ha fatto viaggiare conoscendo storie, luoghi, situazioni oscure e illuminanti.
Ciò che ne emerge è uno stato di costernazione, per quanta ossessione e dipendenza da tale “metodo/ oggetto/ forma /sostanza” ci sia, e per quanti “metodi/ oggetti/ forme/ sostanze”, e aggiungerei soluzioni, ignoriamo, e non ne facciamo “il/un” nostro strumento, “il/un” nostro armamento.

Divincolandosi attraverso l’oscurità della Moneta Colombiana (COCAINA), delle rosse e frementi Banche di Bagdhad (SANGUE), si giunge in una penombra viscosa, oleosa, dove un uomo dai duri tratti elemosina un pittore che del “suo miracolo nell’ Esmeralda” fa la sua arte, un Pagamento, una missione, che la terra maltrattata ci lascerà come eredità (PETROLIO); pesante come le pietre con cui ci si ferisce ed a volte si muore in Micronesia, cariche di valori, tradizioni, storie:
“Il denaro è soltanto un racconto, una relazione immaginaria fra un’idea sulle origini di una certa cosa e il valore che ha per me e per quelli che mi stanno intorno, in questo preciso momento.
Racconta una bella storia e cambierai il valore dei tuoi soldi” (quest’ultima è una citazione sul capitolo “TERRA“, su cui vi consiglio di soffermarvi).

“Risparmiando” i gialli, e luccicanti sorrisi e le preziose lacrime di carta bianca per l’ aldilà, della provincia cinese di Sichuan (METALLI e CENERE), arriviamo ad Ithaca, New York, USA a mio parere più di una semplice e modesta comunità progressista: un mercato, una soluzione che trasforma, nel vero senso della parola e nel modo migliore, il tempo in denaro: “…potresti guadagnare qualche “ora di Ithaca” con le tue doti artistiche, creando bigliettini di auguri personalizzati oppure occupando qualche “ora”, come oratore nei seminari di tecniche motivazionali, per pagarti qualche seduta di psicodramma e auto-guarigione con Becca Harber o usare quei “soldi” per chiamare Stephen l’idraulico con venti anni di esperienza” (tratto dal capitolo “CELLULOSA“, altro consigliato).

Dopo aver raccolto “terra” e”cellulosa”, e aver ritrovato in esse degli spiragli di luce in cui muoverci, ricadiamo nell’oscurità delle profonde cave di fosfato, dell’ isola di Nauru, di cui ospiti giunti dal cielo ne hanno fatto la fortuna e la sfortuna (FECI); oscure e misteriose le foreste dell’isola di Pentecoste, dove la disponibilità di liquidità di un’ individuo, è data dalle spasmodiche grida stridule, di preziose creature lisce e rosate, accumulate in una vita (MICROBI).
Attraversiamo luoghi e situazioni surreali, metafisici, “digitali” dal sapore di “silicio” in cui siamo disorientati, senza più riconoscere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è buio da ciò che è luce, ciò che è reale da ciò che è surreale (SILICATO); surreale come il viso, di un’anziano membro di una tribù kenyota della valle del Rift, illuminato dall’unica luce presente in un deserto di buio totale, il display di un moderno cellulare, con cui compra/vende, capre e mucche che lo accompagnano (PLASTICA).

Non siamo in Italia ma la situazione (come la soluzione) potrebbe essere analoga; Curitiba, Brasile, baraccopoli “Un cagnolino gracile abbaia seduto accanto a una carriola fuori dalla casa di Efigenia, unico guardiano della sua fortuna. Lei lascia tutto li incustodito, a portata di ladro. E si lamenta del casino, ma probabilmente le piace tornare a casa e vedere tutti i suoi averi ammucchiati in una massa informe e caotica che cresce a vista d’occhio (l’iniziativa Cambio Verde a Curitiba, distribuisce agli abitanti poveri delle Favelas dei bigliettini in cambio della spazzatura raccolta in modo differenziato. Questi buoni, una vera e propria moneta alternativa, possono essere usati per acquistare biglietti dell’autobus e cibo).” (tratto dal capitolo “TRACCE ORGANICHE“).

Attraversiamo un tribunale per minori, squallide macchie scure d’inchiostro ne imbrattano i muri, sarà il tempo-dollaro e il sudore a cancellarne la pena (INCHIOSTRO); il sudore erroneamente fin’ ora versato, in un’univoca visione capitalistica per creare univoche figure stereotipate oscure, che ipnotizzate dai successi del mercato, non hanno mai osato esprimere perplessità al riguardo; nella vita reale non esistono mai figure univoche ma personaggi coloratissimi e pieni di sfacettature.
Il problema a volte non risiede nel sistema o come in questo caso nel mercato, ma nelle persone e nell’essenza dell’essere umano (SUDORE).

A fine viaggio/lettura, tiro le somme.
La speranza…bha…amara consolazione.
Solo in una rivista si trovano soluzioni che potrebbero essere spunto per risposte a domande, problematiche sociali e comuni importantissime, che ci portiamo dietro oramai da anni e oggigiorno non hanno fatto altro che amplificarsi.
Ci sono evidentemente “colletti bianchi e non ” che non vogliono ascoltare, non vogliono guardare, e “sudano” per essere una di quelle figure univoche che tende solo a massimizzare i propri utili; probabilmente la nostra ignoranza in materie economiche e sociali non supporta le nostre domande o le nostre supposizioni, ma quello che mi chiedo è: Chi non vuole ascoltare chi, chi non vuole guardare cosa?…e ancora…Chi ha sbaglia con chi, chi ha sbaglia con cosa?

Non ci resta che “pregare”, per avere una risposta (RELIGIONE)?

Tuesday, 4 March, 2008

Studiare a Urbino

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L’ERSU di Urbino si fa promotore (locale) di un concorso nazionale sull’Università.
Il tema: Urbino: Arte all’Università (U.A.U. 2008).

Il concorso è suddiviso in sette categorie: scultura, cortometraggi, poesia, narrativa, fotografia, pittura e grafica.

In palio ci sono 8 premi da 500 euro, un viaggio a Perugia per la finale e altri 1000 euro di premio nazionale.
La giuria è composta da artisti, docenti e professionisti (un responsabile per ogni sezione del concorso).
Tutte le opere saranno esposte a UAU, collettiva d’Arte all’Università Urbino 8-21 maggio 2008.

Al concorso possono partecipare tutti gli studenti iscritti all’Università, all’ISIA, all’Accademia di Belle Arti di Urbino e al Conservatorio di Pesaro. Scadenza domanda e consegna opera entro le ore 12,00 di mercoledì 2 aprile 2008.
Info, domande, regolamento e bando qui.

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