
Ambiente?
Cos’è l’ambiente?
Cosa intendiamo quando parliamo di ambiente?
Oramai quotidianamente ognuno di noi pronuncia, scrive, legge il termine “ambiente” e tutto ciò che ad esso riguarda, con un unico, comune senso e pensiero.Implicitamente ognuno di noi interpreta l’ “ambiente” egoisticamente rapportandolo a se stesso e al solo e vicino spazio che lo circonda, o meglio all’area geografica le cui caratteristiche fisiche, e biologiche possono permettere il semplice svolgimento della vita e dello sviluppo di una ipotetico individuo, di un ipotetica popolazione o gruppo di persone. In questo caso però è errato accostare a questa precisa definizione, il termine ambiente sfruttandolo come sinonimo di habitat.
L’ambiente secondo gli studiosi è la somma di tutti gli habitat di ogni specie vivente, è l’insieme di molti diversi ecosistemi che si scambiano risorse vitali.
Il problema di fondo, ancora una volta (anche solo nell’interpretazione del termine), è l’infinito egoismo dell’uomo che vive e si sviluppa con l’unico e primordiale obiettivo di comando e sopraffazione sulle altre forme viventi, sui propri simili, e sul sistema ambientale. Anche nel caso, si riconduca implicitamente il sistema e problema ambientale solo a noi stessi, il metodo di approccio (all’interno del nostro “micro-ecositema”), verso altre forme di vita, non cambia, è di completa sopraffazione, e il rapporto che dovrebbe instaurarsi uomo-”sistema”, è nullo.
A partire in primis, dall’habitat dovremmo cominciare a prendere atto che la nostra è, e deve essere una continua, rispettosa convivenza, condivisione dello spazio abitativo, con l’insieme di flora e fauna che lo occupano, e una riorganizzazione dello stile di vita sulla base di questa convivenza.
Con una piccola ricerca sono venuto a conoscenza di differenti rapporti simbiotici, di differenti convivenze che si vengono a instaurare all’interno di uno stesso ambiente tra differenti specie:
“quando due organismi traggono reciproco vantaggio dall’associazione e nessuno degli individui delle due specie risulta capace di vivere isolato, la simbiosi viene della mutualistica o mutualismo . Si parla di protocooperazione quando le due specie traggono un vantaggio reciproco pur essendo in grado di vivere separatamente. Quando solo una delle due specie trae vantaggio dalla associazione, ma senza danno diretto per l’altra, si parla di commensalismo. Quando i rapporti fra le due specie si riducono all’occupazione di spazio comune si ha l’inquilinismo cioè il caso di animali che si insediano sopra o all’interno del corpo di un altro animale senza danneggiarlo. Quando, infine, una delle due specie conviventi trae vantaggio dall’associazione a scapito dell’altra, che ne è danneggiata più o meno profondamente, la simbiosi viene detta antagonistica o parassitismo.”
In questi rapporti si ipotizzano simbiosi con altre forme di vita, pari a noi che comunque mantengono , tra ecosistemi differenti, quell’equilibrio e quel rapporto mutualistico, e di protocooperazione che poi permettono di mantenere quel “macro-equilibrio” ambientale, che prodighiamo ma non cerchiamo.
La struttura stessa del sistema ambientale, ci indica la direzione verso cui muoversi (l’ambiente è l’insieme di molti diversi ecosistemi che si scambiano risorse vitali). Anche solo partendo dal piccolo, e mantenendo un equilibrio in noi stessi e nel nostro habitat, “micro-ecosistema”, si proietta una positiva reazione a catena di tutti i passaggi e rapporti successivi.
L’ambiente, è un grande orologio millenario con tanti-vecchi-grandi e piccoli ingranaggi che mantengono tutti un comune rapporto di equilibrio, e che solo quel “vecchio e burbero proprietario” fatto di carne ed ossa, può decidere se salvaguardare o trascurare.
La distruzione o il trascurare, anche solo di una singola specie o di un piccolo ingranaggio, porta ad un danno al relativo habitat o struttura. Peggio ancora sarà la perdita, di un singolo habitat o di una singola struttura, che porterà un danno irreparabile all’ambiente e fermerà per sempre il millenario orologio.
Studiosi dicono:”Per ambiente naturale si intende normalmente l’insieme dei fattori che influenzano gli esseri viventi, spontaneamente regolati dal corso della natura, in contrasto con altri ambienti o milieu “non naturali” in quanto creati dall’uomo, ambiente costruito.”. Le Corbusier nell’ambito del pensiero della Raumgestaltung, trattato nel libro “Tecnica e architettura” di Emanuele Severino dice: “l’habitat, è una “macchina per abitare”, della quale l’uomo si serve e che egli non deve servire, come invece accade negli habitat della tradizione, dove il non servirsi dell’habitat ma il servirlo esprime la situazione in cui una parte del sistema sta al servizio di un’altra minoritaria.”
Questo, purtroppo,è il pensiero implicito dell’uomo moderno nei confronti dell’ambiente, una lotta inconsapevole di supremazia sulla Terra come “macchina per abitare”, oppure la paura di una vera “naturale” tradizione.
P.s.: ah dimenticavo sostituite nelle parole di Le Corbusier, i termini inseriti “habitat” e “del sistema”, con quello originale di “casa” e “dell’umanità”…………..non vorremo attribuire proprio, tutta la colpa di tale cinismo a lui.
- Dedo