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Monday, 17 September, 2007

Il Santo e l’Architetto

Il santo e l’architetto

Ricordando un lavoro svolto col prof. Alessandro Sibilia sul tema sempre ricorrente, ma didatticamente dell’anno passato “Del sentire”, che consisteva nel immaginare e progettare un ambiente spirituale, proprio l’altro ieri mi sono imbatutto in un articolo del nuovo numero di Domus (n.906/ pag.52), “Il santo e l’architetto”.

“Due svizzeri (il santo Bruder Klaus, l’architetto Peter Zumthor) e un tedesco (l’agricoltore commitente) insieme per costruire un’architettura universale per la meditazione.

La cappella votiva dedicata al santo Niklaus von Flue incide il paesaggio pianeggiante dell’Efel, una delle regioni occidentali dell Germania, erigendosi in un cuneo dotato di un’unica apertura perimetrale.
I committenti hanno chiesto di poter costruire loro stessi l’edificio, coinvolgendo nella realizzazione solamente alcuni vicini e, quando necessario, degli artigiani.
Nel suo progetto Zumthor unisce due concetti di segno diverso: l’architettura si offre alla vista come un grande monolite.
Una semplice croce metallica, sul muraglione esterno, rivela al visitatore la presenza di uno spazio religioso di meditazione.
L’interno manifesta una vocazione più organica nel disegno della pianta e nella tessitura superficiale delle pareti.

La cima della “torre è aperta, così ci piove dentro, e l’acqua dopo aver stagnato un pò sul pavimento, defluisce lentamente, naturalmente.

Marcel Duchamp diceva che l’unica differenza tra scultura e architettura è l’idraulica: e in questa torre/cappella votiva l’idraulica non c’è.”

Immagine 1
Immagine 2
Immagine 3

Un buon metodo di fondere Spirito e Tecnica.

Ancora “qualcuno” ha veramente bisogno di “qualcosa”…


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