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Sunday, 25 February, 2007

L’Italia lascia il segno?

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Lo scorso 21 febbraio è stato presentato presso il Consiglio dei Ministri il nuovo “Marchio” per l’Italia, un simbolo che, teoricamente, dovrebbe rappresentare il nostro paese all’estero; l’unico problema deriva dal fatto che la tipologia del marchio scelto è stato oggetto di numerose critiche da parte degli addetti ai lavori prima e da altri poi. Il percorso progettuale di un marchio di questa portata comporta numerose responsabilità e scelte di progettazione molto importanti al fine di garantirne una buona riuscita a livello socio/culturale; ebbene, da questo simbolo poco o nulla dei caratteri identificativi del “bel paese” vengono messi in rilievo. Aiap non poteva rimanere in silenzio di fronte ad un’incongruenza progettuale di questo tipo e proprio in questi giorni sta sottoscrivendo una petizione nei confronti del concorso “un marchio per l’Italia”: solamente nella giornata di ieri il blog di “SDZ” raccoglieva un centinaio di firme di professionisti del settore e non. Lascio spazio ai vostri commenti e alle vostre riflessioni in proposito, del resto questo era l’obiettivo del post: GUARDALONTANO/ 3 è ormai alle porte e mi sembrava una buona occasione per discutere insieme lo “spirito” di questo progetto.

- Dan

SDZ: sdz.aiap.it/news.php?t=e&ID=7311

Thursday, 15 February, 2007

Sogni, pensieri ed arte

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Faccio una fatica tremenda a trovare le parole per iniziare questo post. Mi succede spesso quando scrivo qualcosa su me stesso.
Incespico un po’ tra le parole che affollano la mia mente, cerco di liberarmi di quelle superflue per ricavarne una frase completa. Tra queste parole, frutto dei pensieri degli ultimi tempi, ne colgo alcune per affrontare il tema del sogno, strettamente legato al nostro percorso interiore, concernente la spiritualità. Ho deciso di indagare questa manifestazione dell’inconscio (e non solo) dopo aver visto l’ultimo film di Michel Gondry “L’arte del sogno”. Non voglio addentrarmi troppo nel commento di questa pellicola, ma solo servirmene per manifestare quello che è stato per me: uno spunto.
Da qualche tempo penso spesso ai miei sogni, intesi come i miei desideri, i miei obiettivi. Purtoppo o per fortuna, sono una persona che è proiettata nel futuro, pensa sempre al domani, rischiando di perdersi le emozioni e le esperienze del presente. Fortunatamente ho delle persone importanti al mio fianco che mi aiutano a vedere meglio il mio cammino. Del resto sono convinto che senza il confronto con qualcuno, di strada se ne può fare ben poca…
Ovviamente i sogni coscienti (i desideri) si intrecciano con quelli dell’inconscio, come del resto accade nel film sopra citato, dando un esempio molto alto di creatività ed espressione. Penso anche al titolo “L’arte del sogno” (in realtà il titolo originale è “The science of sleep”, cioè la scienza del sogno).
Non posso che pensare a ciò che il sogno è stato per il mondo dell’arte, soprattutto ad opere che mi hanno segnato molto come le incisioni di Goya, o i lavori di Redòn.
Tralascio gli aspetti psicoanalitici; non è il mio ambito e mi dilungherei troppo a pescare le parole dalla mia mente per cercare di esprimermi.
Mi tornano in mente anche i discorsi che spesso facciamo nel blog (e non solo), riguardo alla professione del progettista.
Traendo ispirazione da quei discorsi, qualche mese fa, scrissi alcune righe (in cui credo molto) che ho inserito nel mio book personale, presentato poi al colloquio per l’Aiap a Chialab.

Progettare. Per molti un mestiere.
A mio avviso è più uno stile di vita: il progettista non timbra cartellini, non ha uniforme.
Si alza al mattino ed inizia a progettare, e finisce, solo (forse) quando va a dormire.
Egli si pone delle domande, a cui forse non potrà trovare una risposta adeguata.
Ricerca: oltre i mezzi tecnici, manipolando linguaggi, creando nuove forme per nuovi significati.
Un approccio, un attitudine a vedere il mondo, a proporre nuovi punti di vista.

Al colloquio aggiunsi come commento, che spesso le idee migliori mi vengono subito prima di addormentarmi.
Beppe Chia, presidente Aiap, mi ha risposto che molte volte prosegue la sua progettazione anche durante il sonno.

Continuo a pensare. Sogni di veglia e non, si intrecciano con i pensieri. Ripenso ai lavori di Gondry: oltre ai suoi film anche i videoclip per Bjork e Foo fighters.
Ma le parole tornano a confondersi, a mischiarsi…vedo le righe di testo scritto: cominciano ad essere troppe.
Concludo qui, magari mi metto a dormire.

- zane

Gestione del Colore

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Cos’è la gestione digitale del colore? Forse pochi sanno veramente di cosa si tratti e certamente non potevo immaginare si trattasse di un argomento così complesso.

Si è tenuto nella sede bolognese di Chialab un seminario sulla gestione del colore tenuto dal Dott. Mauro Boscarol, noto esperto del settore.

Il seminario non si è concentrato tanto sulle attuali e per certi versi sorpassate tecniche di color management ma ha voluto sviluppare i concetti e le metodologie che permetteranno di affrontare, anche con il cambiare delle tecnologie, una corretta gestione digitale del colore.

Sia che si acquisisca un’immagine attraverso una fotocamera digitale o con uno scanner, passando per l’uscita della stessa su un qualunque supporto cartaceo, in stampa offsett o digitale, dobbiamo essere in grado di riprodurre fedelmente i colori dell’immagine originale oltre che vederla correttamente a monitor. Tutto ciò è possibile attraverso l’uso dei profili colore che oggi come oggi sono per molti assolutamente sconosciuti. L’obiettivo della gestione digitale del colore è riprodurre una immagine allo stesso modo su periferiche diverse. Questo è possibile dando corrispondenze numeriche RGB o CMYK a valori colorimetrici “assoluti”. La corretta gestione dei profili permette di avere, durante il processo creativo, riferimenti fedeli di quello che uscirà nell’output di stampa. Le dinamiche culturali e tecnologiche per far si che questo approccio diventi consuetudine sono forse ancora lontane ma questo non indebolisce la necessità di meditare e prendere confidenza con queste nuove tecniche.

Per approfondire il tutto vi lascio due link:

Mauro Boscarol – sito
Idee di base della gestione digitale del colore – dispensa

- checco


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