accademia di belle arti di urbino
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Thursday, 25 January, 2007

Indietro nel futuro

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Future Film Festival 2007
Mercoledì 17 Gennaio il festival ci accoglie con l’anteprima italiana del film giapponese “Gin-iro no kami no Agito” (Origin – Spirits of the Past), film sull’ormai ultradiscusso rapporto tra uomo e natura, nulla di nuovo ed entusiasmante.
Da qui una rapida occhiata all’omaggio che il festival ha fatto a Quino, autore delle famose strisce di Mafalda; proiettando le vicende della bambina dai folti capelli neri animate da Juan Pedron (Spagna). Esattamente come per i Peanuts rimane comunque più divertente e coinvolgente leggerne i fumetti, questi personaggi in versione animata perdono gran parte della loro forza comunicativa lasciando lo spettatore interdetto e insoddisfatto. Assolutamente più emozionante (mi sono portata a casa autografo con dedica) è stato l’incontro con l’autore stesso, un simpatico anziano argentino un po’ arrabbiato con l’ANSA che può permettersi di “lavorare” quando gli va.
Per gli amanti dei Simpson da non perdere (esagero un po’) l’evento “The Simpsons movie”, con la partecipazione di Silvia Pompei (animatrice che lavora al film) e Tonino Accolla, la famosa ed imitata voce di Homer (che ho scoperto essere lo stesso doppiatore di Eddy Murphy e della sua odiosissima risata. Non nascondo di aver provato un moto d’odio nei suoi confronti avendocelo davanti). Sono stati svelati interessanti trucchi del mestiere, ad esempio come sono disegnati i capelli di Lisa, che richiedono molto più metodo di quanto si possa immaginare (per chi fosse interessato ad approfondimenti si può rivolgere alla sottoscritta), ma del film si è visto ben poco oltre al trailer.
Giovedì si preannuncia come una giornata ricca di eventi, partendo dall’incontro con 10 società dell’Emilia Romagna operanti nel campo dell’ animazione, che a questa conferenza hanno presentato i loro progetti poi commentati da tre personalità dell’animazione internazionale. Si sono viste alcune cose interessanti, ma in generale la sensazione è che l’Italia deve fare ancora molta strada, che vengono poco sfruttati i talenti e che mancano sempre e comunque i soldi (che strano).
Anteprima italiana di “Princess” di Anders Morgenthaler (Danimarca), decisamente la cosa più bella che ho visto al festival, film crudo che unisce l’animazione al video amatorialissimo, forte contrasto per una storia decisamente inaspettata, tanto per ribadire che i “CARTONI” non sono solo per bambini.
Grande delusione per il nuovo film di Asterix e Obelix, non sono più quelli di una volta, addirittura noiosi, unica nota positiva: che ho potuto fare un buon pisolino pomeridiano senza sentirmi in colpa.
Si chiude con l’anteprima di “The Ugly Duckling and me”, film francese basato sull’attualizzazione della fiaba di Andersen “Il brutto anatroccolo”. Buoni sentimenti e simpatici animaletti (come da copione), per una favola divertente.
Venerdì 19 si inizia con un BUSINNESS BREAKFAST durante il quale la Toei Animation presenta i propri progetti, poi un tuffo nel passato (o futuro? o presente?) con l’evento dedicato a Normann McLaren, grande animatore e sperimentatore, anticipatore della musica elettronica, è stata una delle più belle scoperte che il festival mi ha concesso (scusate l’ignoranza, ma non lo conoscevo prima).
Uno sguardo all’animazione Iraniana, omaggiata dal FFF e anteprima di Toki wo kakeru shojo (Thre girl who leapt trough time) di Mamoru, altro film giapponese veramente esilarante.
Poi dritti all’aperitivo offerto dal festival e di corsa a vedere i corti in concorso (ovviamente per votare un’amica).
Da non dimenticare la bella mostra sul Carosello (peccato aver perso le proiezioni) e i golosissimi banchetti.
Con gli occhi a girandola ritorniamo soddisfatti, con un po’ di rimpianto per le cose non viste.

- erica

Wednesday, 24 January, 2007

TATAMI – Dialoghi a due / 02

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Valentina Mingucci è l’ospite del nuovo TATAMI.
Leggi l’intervista

Monday, 22 January, 2007

Typo Rimini

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Tutto inizia da un una “s”, che tremolante ed insicura acquista una forma sempre più stabile e timidamente si arricchisce di grazie. Si giunge poi alle “m” che si legano spesso con le “i” e le “u” creando astuzie grafiche che incidono su pietra l’abilità degli artisti del passato. Rimini fa da scenario a tutto questo e come Cicerone d’eccezione, Leonardo Sonnoli, che con la sua passione per la tipografia, sabato 20 gennaio, ha accompagnato me e i miei colleghi nel Typo Tour organizzato da Type Events. Partendo dall’Arco di Augusto, passando per il Castello Malatestiano e concludendosi presso il Museo Comunale abbiamo potuto scoprire come da un’incisione sulla pietra si possano ricavare moltissime informazioni sullo stile e il modo di progettare dei nostri antenati. La città è ricca di esempi tipografici scampati alle guerre e al tempo, e quelli che sono giunti sino a noi sono esempi di grande gusto e precisione nei dettagli. Sonnoli è legato a questa città, non solo perché ci abita, ma perché riesce a viverla da spettatore, divertendosi a scorgere queste tracce tipografiche del passato che spesso emergono anche nella tipografia moderna, facendole apprezzare a noi giovani leve, in queste speciali occasioni. Questo aspetto mi ha fatto pensare a quanto di solito si affronta superficialmente il luogo in cui si vive. Causa l’abitudine, si smette di far caso ai monumenti che ogni giorno vediamo e che fanno da sfondo alla nostra vita. Forse tutti dovremmo smarrirci, per una volta, lungo le strade delle nostre città permettendoci di “perdere” del tempo osservandole con occhi nuovi. Sicuramente ci sentiremmo più protagonisti nella nostra realtà urbana e scopriremmo quanto si attinge dalle opere del passato.
Il tour è stato interessante e ben strutturato, e quindi mi sento di poterlo vivamente consigliare a tutti gli appassionati di Typo e non.

- GiuGiu

typevents.com

Thursday, 4 January, 2007

Semplicità = serenità

maeda

Durante una lezione in aula ci fu chiesto di citare nomi di artisti conosciuti che si occupassero di temi legati alla spiritualità; notai che tra le eterogenee risposte pervenute si poteva ricavare una sottocategoria legata al minimalismo nelle sue più diverse applicazioni. Credo che la ricerca dell’”essenziale” sia un processo fondamentale alla produzione creativa e alla vita stessa (ma quanto è difficile!), in quanto permette di scindere ogni elemento per osservarne le unità che lo compongono; questo apprendimento ci trasmette una coscienza maggiore dell’elemento stesso (ricorda quando da bambini si smontavano gli elettrodomestici per vedere cosa li faceva funzionare).
Osservando la produzione di oggetti da parte dell’uomo, dall’arte alla tecnologia, risulta difficile stabilire quale sia il confine che separa un manufatto determinato da una “riduzione ragionata” da uno semplicemente “inadeguato” o mal progettato.
Per guidarci lungo questo percorso creativo John Maeda elenca quelle che secondo lui sono le “leggi” per comprendere meglio la semplicità [John Maeda, (2006) Le leggi della semplicità. Mondadori.]:

1 RIDUCI Il modo più semplice per conseguire la semplicità è attraverso una riduzione ragionata.

2 ORGANIZZA L’organizzazione fa sì che un sistema composto da molti elementi appaia costituito da pochi.

3 TEMPO I risparmi di tempo somigliano alla semplicità.

4 IMPARA La conoscenza rende tutto più semplice.

5 DIFFERENZE La semplicità e la complessità sono necessarie l’una all’altra.

6 CONTESTO Ciò che sta alla periferia della semplicità non è assolutamente periferico.

7 EMOZIONE Meglio emozioni in più piuttosto che in meno.

8 FIDUCIA Noi crediamo nella semplicità.

9 FALLIMENTO Ci sono cose che non è possibile semplificare.

10 L’UNICA Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significato.

Nel libro, come in questa mia riflessione sull’argomento, non vi è differenziazione tra oggetti d’arte, di design o oggetti industriali dal momento che ci si augura che ogni creazione umana persesgua l’obiettivo della semplicità (“semplicità non significa appiattimento”). “Ci vuole una certa abilità a semplificare senza perdere niente di essenziale”.

- manuel

weblogs.media.mit.edu

lawsofsimplicity.com

Tuesday, 2 January, 2007

ABC, la resa dei conti

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Alla fine dell’anno si è soliti trarre delle conclusioni, fare gli inventari delle giacenze e ipotizzare l’andamento del nuovo anno.
Per semplificare e condividere le cose, vi propongo un classico ABC:

A > tre progetti che sono andati bene
B > tre cose che son rimaste da fare
C > tre cambiamenti che vorrei fare quest’anno

il mio resoconto…
A > il lavoro (un museo, una stilista, una banca), veder crescere gli affetti, l’aver trovato una nuova casa
B > finire il trasloco della casa, aggiornare il sito personale, progettare e realizzare la “scuola” estiva
C > leggere di più – magari alla sera, sfruttare al massimo tutti i “tempi liberi”, essere più selettivo e coraggioso

Aspetto i vostri.

- sign

le immagini sono due calendari: 1 / 2


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