Natale, nascita di un mito.

In questi giorni di festa e di celebrazioni più o meno religiose, tende ad espandersi un’ormai classica ondata di buonismo generale.
In un paese di radicate tradizioni cattoliche come il nostro, il Natale si pone come la festa madre, legata sia ad un modello liturgico-religioso, se vogliamo “spirituale” (questa implicazione la ritengo molto forzata), sia su un piano meramente consumistico.
In poche parole Babbo natale vs. Gesù bambino.
Nel senso comune viene attribuito al natale un’origine cristiana, ma molto probabilmente questa affermazione è suscettibile a contraddizioni.
Il natale, nella tradizione dell’antica Roma faceva riferimento ad una festività pagana, dedicata al Dio Mitra, il dio del sole, in quanto in questo periodo dell’anno, le giornate cominciano ad “allungarsi”. Questa ricorrenza cadeva esattamente il 25 dicembre. Oltre alla festività latina, ve ne erano molte sparse per il globo, dall’Egitto, fino ai paesi scandinavi, tutti legati ad una ritualità pagana, facente riferimento al sole.
È probabilmente errato considerare il natale come una festa per la nascita di Cristo in quanto, secondo la storiografia moderna, la data ed il periodo non corrisponderebbero con il 25 dicembre di duemilaesei anni fa, anzi si considera come probabile data di nascita il periodo tra il 7 ed il 4 a.c. (…).
Non solo, in questi giorni ricorre anche l’Hannukah, festa della luce di tradizione ebraica.
In definitiva la data del 25 dicembre è stata adottata a partire dal processo di cristianizzazione iniziato verso il III secolo d.c., accorpando le feste pagane ricorrenti nel periodo, unificando popoli e usanze sotto un’unica religione.
Veniamo all’aspetto meno religioso, ma altrettanto mitico del natale: Babbo natale.
Forse non molti sanno come è nata questa figura natalizia. Egli ha origine da una figura cristiana (quale coincidenza…), più precisamente da San Nicola di Mira (attuale Turchia), detto anche Nikolaus dalle popolazioni del nordeuropa. Egli viene tuttore festeggiato come S. Nikolaus (in olanda Sinterklaas, da cui Santa Claus), il 6 dicembre, giorno nel quale, vestito di rosso, in abito ecclesiastico ovviamente, elargisce doni ai bambini.
Questa figura si è progressivamente trasformata in babbo natale, secondo teorie diverse. Una di queste dice che gli immigrati in America nei due secoli scorsi, ricevevano le lettere di auguri per la festa di S. Nikolaus verso il fine dicembre, anziche all’inizio del mese, causa ritardi postali. Da qui lo slittamento dei festeggiamenti. L’iconografia del corpulento signore che tuttora conosciamo, è stata laicizzata da Haddon Sundblom, nei primi del ‘900, in relazione alle campagne pubblicitarie della Coca-cola.
In un mix di religione, commercio e “buoni sentimenti”, ha preso vita la festa che tuttora conosciamo, e che personalmente non mi sento di abbracciare.
Sotto un alone mitologico, le divinità religiose e commerciali tendono a fondersi, talvolta a scontrarsi. In fin dei conti ognuno porta avanti quello in cui “crede”. In relazione al nostro percorso di ricerca spirituale, possiamo vedere che spesso dietro gesti apparentemente carichi di spiritualità, v’è poco di essa. La nostra ricerca continua, ma sul Natale vorrei finire qui, evitando magari discorsi troppo polemici, dogmatici e banali.
Daltronde a natale siamo tutti più buoni…
- zane






