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Font Conference

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No, non si tratta della TypeCon o di qualche altro meeting organizzato da AIAP, ma più semplicemente di uno spassosissimo video (che magari qualcuno di voi ha già visto).
Ogni partecipante alla conferenza impersona un Font, ricalcandone alla perfezione il nome, il “carattere” e la personalità.
Non voglio svelare altro, raccomando però la massima attenzione ai dialoghi e ai nomi :-)

Font Conference

Ottima l’idea e la realizzazione… era da fare in CAMPIVISIVI!

PS: i miei preferiti sono Arial Black, Wide Latin, e Century Gothic.

- raffa

ITALIA?

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Non sono un amante delle grandi e pompose manifestazioni sportive, tuttavia non ho potuto fare a meno di notare in questi giorni di full-immersion mediatica riservata alle olimpiadi, le nostre bellissime divise.
Il logo “ITALIA” è stato disegnato dallo scultore italiano contemporaneo Arnaldo Pomodoro ma a mio avviso è stata un’altra ottima occasione sprecata: ricordo infatti l’accesa diatriba sul logo del portale italia.it, e anche qui notiamo un pessimo design quando invece si sarebbe potuto dare finalmente voce in capitolo alla Grafica Italiana.

Come ciliegina sulla torta, ma leggermente fuori dalla mia critica sul logo, ecco la scelta dello sponsor tecnico Freddy di usare banalissime tute argentate come complemento alle divise in azzurro d’ordinanza.

A proposito del logo di Pomodoro si legge:

Le sei lettere sono figure cuneiformi ispirate alla freccia e alla sua simbologia: la sopravvivenza e la forza dell’uomo primitivo, la velocità e il movimento, la giusta direzione.

Penso che una visibilità importante e prolungata come le Olimpiadi sia davvero importante in diversi termini.
Forse il caro Pomodoro (al quale sono “sfericamente” legato avendo vissuto a lungo a Pesaro) avrebbe fatto meglio a continuare con le sue sculture, invece che cimentarsi in questo progetto.

Opinione condivisa anche qua e là sul web – si legge sui blog:

La scritta non mi piace per nulla…

La scritta è un pò troppo spigolosa per i miei gusti

Tutto raccapricciante.
Divise: perfette per maria de filippi.
Argento: una bella tamarrata.
Logo: scultore del 1926. Darlo da fare a un grafico no eh?

Per concludere, ritengo che questo logo sia un’offesa bella e buona a quanto si possa fare in Italia (anche se non sono certo un difensore della patria) somigliando piuttosto a scarabocchi sui diari di graffitari “wannabe” di quinta elementare.

Copyright © Foto di Ferdinando Mezzelani e Zeno Colantoni-GMT

- raffa

Vi siete “Persi”???

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Vi siete “Persi”???

“«Lost» ha ormai creato una more sophisticated specie di appassionati, che apprezza non tanto l’elemento avventuroso, quanto quello filosofico: l’isola è una entità suprema, una sorte di Grande Magnete, che genera nello stesso tempo attrazione e ripugnanza, dalla quale si tenta di fuggire ma verso la quale è impossibile non ritornare. Viviamo in un’epoca in cui ogni luogo, anche attraverso la sola conoscenza virtuale, non ci è ignoto eppure l’aspirazione allo strano, al meraviglioso, al remoto è ancora così forte che ci inventiamo un luogo necessariamente pieno di angosce per sfuggire l’assuefazione e la svogliatezza: l’isola di «Lost». Dove il confine tra buoni e cattivi è sempre più labile, dove il tema dell’eroe e del traditore si materializza in ogni inquadratura, dove — spettatori su un vascello darwiniano — scopriamo non l’evoluzione della specie ma della suspense. Riusciranno i nostri eroi Jack e Hugo a sottrarsi alla caduta nel tempo?”

testo di Aldo Grasso

Ritrovate la strada.

- Dedo

Io, vincitore morale

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Anche per quest’anno ecco a voi qualche scatto preso durante lo svolgimento della seconda edizione delle Biglie Visive. Chi non si è presentato ha perso un bel pomeriggio di sole, mare, competizione sportiva e sana goliardia.

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. manuel

Biglie visive 2008

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Venerdì 20 giugno avrà luogo la seconda edizione di Biglie Visive: una gara all’ultimo “cicco” per professionisti e non.
Appuntamento ore 13,30 in Accademia, oppure ore 14,30 direttamente a Pesaro; in caso di pioggia sarà rimandata.

Scarica il regolamento
Mappa Baia Flaminia Pesaro

(qui e qui, per chi volesse ricordarsi come finì l’edizione 2007)

Ci sono domande ???

domande

???

Robert Stadler

Installazione luminosa
Saint-Paul Saint-Louis church

Notte Bianca, Parigi, 2007

- Dedo

robert_stadler/a robert_stadler/b

Earth Day 2008

earthday

Oggi Earth Day 2008 non si poteva non postare almeno, un progetto eco-sostenibile…bene ve ne darò beeen due.

“ECOCHO”, si spiega da solo.
“Un nuovo motore di ricerca che combatte i cambiamenti climatici!
Ogni 1000 ricerche eseguite, Ecocho pianta fino a 2 alberi.
Questo serve a contrastare una tonnellata di gas serra.
Paghiamo gli alberi con la pubblicità del sito.
Scegliete di passare attraverso Yahoo o Google e iniziare una eco ricerca!”
(con gentile concessione, dalla dritta di Sign)

“WATER”, questo si spiega veramente da solo…

- Dedo, e/a “tutti” gli abitanti del pianeta terra.

Altri…

Sulla base del tema sviluppato nel progetto e nel post precedente da “Dan”, segnalo un’ulteriore interessante e poetica visione di quelle che sono “entità” fluttuanti in ambienti/universi paralleli apparentemente morti, al contrario contenitori colmi di tempi, vite, destini incrociati.
Il progetto a cui faccio riferimento, è documentato da un’esaustiva recensione presente sulla rivista “Abitare” del mese scorso (Marzo).
In quanto solo una segnalazione, lascerò illustrare il progetto, dall’introduzione dell’articolo stesso:

“Nel maggio 2007 Gianluigi Ricuperati e Giovanna Silva hanno visitato i deserti della California e del Nevada in compagnia di Enzo Mari. L’idea era attraversare in auto lo spazio che separa Los Angeles e Las Vegas e fermarsi ogni tanto a raccogliere oggetti e immaginarne le storie.”

qui l’articolo: Il Vento degli Oggetti

- Dedo

Luoghi/storie/oggetti

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Il fascino di strutture architettoniche abbandonate e ormai non più in attività ha sempre richiamato nel immaginario collettivo curiosità, fascino e solitudine, ma non solo; esse sono documentazioni di un passato, di un frammento temporale che non esiste più. Questi luoghi sono soggetti ad una mutazione, un cambiamento a livello, strutturale,sociale che porterà, prima o poi, ad una disgregazione totale di tutta la loro struttura identificativa. Stiamo parlando, dunque, di architettura in decomposizione: ogni giorno che passa ne perdiamo un frammento.
È una decomposizione lenta, che può, però, a sua volta, generare nuova forma. Risulta quindi più appropriato parlare di “forma” piuttosto che di struttura. La forma è uno dei parametri fondamentali che sono necessari alla nostra mente per identificare un oggetto rispetto ad un altro. Dunque architettura-informale, laddove Informale è un concetto che può essere applicato anche a questi luoghi, in quanto essi sono soggetti a delle mutazioni estetiche, organiche e chimiche; una parete che rimane sotto il sole di decine di estati calde, deforma lo strato di intonaco al suo esterno in maniera omogenea ma del tutto casuale; si attua una combustione che ne modifica completamente la composizione originaria. In questi luoghi spesso si trovano degli elementi che lasciano pensare ad un vissuto, a delle esperienze che vi sono racchiuse all’interno; ogni parete, mattone, albero, porta, ci trasmette delle sensazioni diverse da quelle che siamo abituati a provare in circostanze quotidiane, e in questo momento è come ci poniamo
di fronte allo spazio che diventa determinante.
Il progetto si pone come analisi e mappatura territoriale del comune di Rimini, dove l’organizzazione razionale
del territorio ha prodotto dei “residui”: luoghi di solitudine,dove la forma assume nuovo significato, attraverso storie,oggetti e percorsi emozionali di vita,tempo e memoria; si prefigge inoltre lo scopo di informare e sensibilizzare il cittadino/visitatore verso una riqualificazione territoriale consapevole e preservatrice.

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Architettura-informale
(colonie a mare rimini)
esposizione: Daniele Lisi

Rimini (galleria dell’immagine)
palazzo Gambalunga 5/24 aprile 2008

Money

Money

“Il denaro,è un’illusione, un rapporto psicologico tra un oggetto e il valore che ne è stato deciso……il mondo (però) è costellato di illusioni di diversa forma e sostanza.”

Questa è parte della “perfetta” definizione e introduzione del progetto/tema/ricerca sviluppata nel nuovo numero di Colors (”Money”/ 73).
Lo sviluppo della tematica, parte dall’analisi in laboratorio di banconote circolanti, e delle sostanze che se ne rilevano attraverso le “macchie” lasciate dai suoi passaggi, dai suoi possessori, dai suoi usi, dalle sue attività.
Dalla “ricerca” emergono numerose metafore di pagamento non convenzionali: da gravi problemi sociali a importantissime e rilevanti soluzioni sociali.
Non starò a dilungarmi sulla cura e la precisione dello svolgimento e dello sviluppo concettuale, tematico, estetico di questo numero della rivista (in quanto già conosciuto ed evidente), ma va menzionata la struttura di essa data dalle sostanze stesse rintracciate durante l’analisi (cocaina, olio, sangue, terra, metallo, cellulosa, feci, microbi, silicato, plastica, tracce organiche, cenere, inchiostro, sudore), e dal loro uso “finanziario” (metodo di pagamento, eredità, risparmio, transazione, bancarotta, prestito).

Arrivo da una rapida e intensa lettura del numero, che mi ha fatto viaggiare conoscendo storie, luoghi, situazioni oscure e illuminanti.
Ciò che ne emerge è uno stato di costernazione, per quanta ossessione e dipendenza da tale “metodo/ oggetto/ forma /sostanza” ci sia, e per quanti “metodi/ oggetti/ forme/ sostanze”, e aggiungerei soluzioni, ignoriamo, e non ne facciamo “il/un” nostro strumento, “il/un” nostro armamento.

Divincolandosi attraverso l’oscurità della Moneta Colombiana (COCAINA), delle rosse e frementi Banche di Bagdhad (SANGUE), si giunge in una penombra viscosa, oleosa, dove un uomo dai duri tratti elemosina un pittore che del “suo miracolo nell’ Esmeralda” fa la sua arte, un Pagamento, una missione, che la terra maltrattata ci lascerà come eredità (PETROLIO); pesante come le pietre con cui ci si ferisce ed a volte si muore in Micronesia, cariche di valori, tradizioni, storie:
“Il denaro è soltanto un racconto, una relazione immaginaria fra un’idea sulle origini di una certa cosa e il valore che ha per me e per quelli che mi stanno intorno, in questo preciso momento.
Racconta una bella storia e cambierai il valore dei tuoi soldi” (quest’ultima è una citazione sul capitolo “TERRA“, su cui vi consiglio di soffermarvi).

“Risparmiando” i gialli, e luccicanti sorrisi e le preziose lacrime di carta bianca per l’ aldilà, della provincia cinese di Sichuan (METALLI e CENERE), arriviamo ad Ithaca, New York, USA a mio parere più di una semplice e modesta comunità progressista: un mercato, una soluzione che trasforma, nel vero senso della parola e nel modo migliore, il tempo in denaro: “…potresti guadagnare qualche “ora di Ithaca” con le tue doti artistiche, creando bigliettini di auguri personalizzati oppure occupando qualche “ora”, come oratore nei seminari di tecniche motivazionali, per pagarti qualche seduta di psicodramma e auto-guarigione con Becca Harber o usare quei “soldi” per chiamare Stephen l’idraulico con venti anni di esperienza” (tratto dal capitolo “CELLULOSA“, altro consigliato).

Dopo aver raccolto “terra” e”cellulosa”, e aver ritrovato in esse degli spiragli di luce in cui muoverci, ricadiamo nell’oscurità delle profonde cave di fosfato, dell’ isola di Nauru, di cui ospiti giunti dal cielo ne hanno fatto la fortuna e la sfortuna (FECI); oscure e misteriose le foreste dell’isola di Pentecoste, dove la disponibilità di liquidità di un’ individuo, è data dalle spasmodiche grida stridule, di preziose creature lisce e rosate, accumulate in una vita (MICROBI).
Attraversiamo luoghi e situazioni surreali, metafisici, “digitali” dal sapore di “silicio” in cui siamo disorientati, senza più riconoscere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è buio da ciò che è luce, ciò che è reale da ciò che è surreale (SILICATO); surreale come il viso, di un’anziano membro di una tribù kenyota della valle del Rift, illuminato dall’unica luce presente in un deserto di buio totale, il display di un moderno cellulare, con cui compra/vende, capre e mucche che lo accompagnano (PLASTICA).

Non siamo in Italia ma la situazione (come la soluzione) potrebbe essere analoga; Curitiba, Brasile, baraccopoli “Un cagnolino gracile abbaia seduto accanto a una carriola fuori dalla casa di Efigenia, unico guardiano della sua fortuna. Lei lascia tutto li incustodito, a portata di ladro. E si lamenta del casino, ma probabilmente le piace tornare a casa e vedere tutti i suoi averi ammucchiati in una massa informe e caotica che cresce a vista d’occhio (l’iniziativa Cambio Verde a Curitiba, distribuisce agli abitanti poveri delle Favelas dei bigliettini in cambio della spazzatura raccolta in modo differenziato. Questi buoni, una vera e propria moneta alternativa, possono essere usati per acquistare biglietti dell’autobus e cibo).” (tratto dal capitolo “TRACCE ORGANICHE“).

Attraversiamo un tribunale per minori, squallide macchie scure d’inchiostro ne imbrattano i muri, sarà il tempo-dollaro e il sudore a cancellarne la pena (INCHIOSTRO); il sudore erroneamente fin’ ora versato, in un’univoca visione capitalistica per creare univoche figure stereotipate oscure, che ipnotizzate dai successi del mercato, non hanno mai osato esprimere perplessità al riguardo; nella vita reale non esistono mai figure univoche ma personaggi coloratissimi e pieni di sfacettature.
Il problema a volte non risiede nel sistema o come in questo caso nel mercato, ma nelle persone e nell’essenza dell’essere umano (SUDORE).

A fine viaggio/lettura, tiro le somme.
La speranza…bha…amara consolazione.
Solo in una rivista si trovano soluzioni che potrebbero essere spunto per risposte a domande, problematiche sociali e comuni importantissime, che ci portiamo dietro oramai da anni e oggigiorno non hanno fatto altro che amplificarsi.
Ci sono evidentemente “colletti bianchi e non ” che non vogliono ascoltare, non vogliono guardare, e “sudano” per essere una di quelle figure univoche che tende solo a massimizzare i propri utili; probabilmente la nostra ignoranza in materie economiche e sociali non supporta le nostre domande o le nostre supposizioni, ma quello che mi chiedo è: Chi non vuole ascoltare chi, chi non vuole guardare cosa?…e ancora…Chi ha sbaglia con chi, chi ha sbaglia con cosa?

Non ci resta che “pregare”, per avere una risposta (RELIGIONE)?