Mondi fertili

Dopo aver lavorato ad un video d’animazione assieme a Pasquale Ligambi quasi partendo dal per entrambi sentitissimo ascolto della “canzone della non appartenenza”(1994) di Gaber, mi ritrovo, circa un anno dopo questa esperienza, a riprogettare quasi forse o non, per caso, un lavoro sulla migrazione che credo sia opportuno e di dovere accompagnare dal successivo brano, “canzone dell’appartenenza”, scritto dal medesimo autore assieme al sempre presente Sandro Luporini nel 96′. Due testi che necessitano continuamente uno studio sempre più ragionato durante la crescita delle proprie esperienze e le proprie domande.
Il tema della migrazione mi riguarda strettamente da vicino in quanto ho convissuto con questa esperienza praticamente da sempre attraverso gli occhi miei e quelli della mia famiglia. Ho vissuto diversi sdradicamenti e perdite soprattutto nella mia infanzia e riconoscere un’appartenenza territoriale o persino familiare mi è sempre risultata cosa complicata. Spesso mi sono allontanato da questa credendo tal volta anche più giusta la lontananza assoluta. Ultimamente invece mi piace pensare ad un avvicinamento sostanziale e vigoroso a questo senso parzialmente perso. Tornando alla canzone dell’appartenenza di Gaber e Luporini citando un pezzo tratto da un intervista nel Maggio del ’99 “Gaber: Alla ricerca dell’io” di Massimo Bernardini, il signor G dice:” Per noi l’appartenenza è considerare che dentro agli altri c’è un pezzo anche di sé. È un concetto nobile di individuo, che va oltre i bisogni primari; anzi che fa del rapportarsi con gli altri un nuovo bisogno primario. Perché fin da quando uno nasce dipende dall’altro”. Questa affermazione potrebbe essere un punto di partenza per la definizione dell’intenzione dell’intero progetto. Cercare appartenenza credo sia una vocazione di diverse tipologie di migranti distinte ovviamente nelle proprie necessità e motivazioni. Una voglia di sentirsi a proprio agio con ciò che per diritto naturale si ritiene anche proprio; il bisogno di condividere la propria esperienza con gli altri per sentirsi partecipi ed utili. La scoperta, la nostaglia dei propri ricordi e il desiderio di esprimerli nei nuovi successi che una nuova terra fertile può esprimere.

-paparaa