Almeno Condivisione

 

“la sola certezza che resta
è la tua confusione”
(Giorgio Gaber – I reduci)

 

SOGGETTO

Una costruzione in funzione di uno scopo, non stabilito, pensato e lavorato. L’eterno dilemma del qualcosa che abbiamo dentro e continuiamo a domandarci, rievocando in una storia perenne la funzione della libertà.

Il non poter fare a meno della coscienza che la terra ci dà, stabilendo le leggi dell’esperienza. Il ruolo dell’individuo che tenta di ascendere per un fabbisogno costantemente assaporato scansando tutto ciò che ne possa deviare l’obiettivo primordiale, come in una scalata, più che sociale esistenziale, dove ognuno cerca il suo posto spesso sorpassando quelle barriere che limitano gli spazi altrui.

TRAMA

Lungo una valle vi è una costruzione ambiguamente formata da massi imponenti ricavati
dal suolo circostante. Gli uomini e le donne di questo luogo si accingono ogni giorno a portarne
il più possibile, considerando ognuno di essi l’esperienza derivante dalla madre terra.
Le pietre oltretutto forniscono riparo ed accatastate l’una sull’altra, formano un percorso
ascensionale che porta verso le nuvole. Nuvole che vengono consumate avidamente dalle
persone per un bisogno quasi fisiologico di un sentirsi libero e stabile nel proprio posto.
Posto che viene continuamente cambiato dato che la spinta verso l’alto, verso il superamento
delle proprie barriere imposte dalle libertà altrui, è una delle prime necessità di queste
persone.
La chiave del racconto è rappresentata da un ragazzo che nel trovarsi a disagio rispetto un
sistema di vita non condiviso, cerca la soluzione mediante un analisi spontanea in base a
quello che vive e vede.

 

Scritto e sviluppato da Alessandro Paratore e Pasquale Ligambi (Accademia di Belle Arti di Catania).

 


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