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	<title>Campivisivi</title>
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	<description>Visual &#38; Motion Design</description>
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		<title>Krisis</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 20:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mM</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Fupete]]></category>
		<category><![CDATA[Guarda Lontano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.guardalontano.net/">http://www.guardalontano.net/</a></p>
<p><a href="http://www.fupete.com/">http://www.fupete.com/</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ha inizio il ciclo di incontri di <a href="http://www.guardalontano.net/">Guarda lontano</a>, arrivato alla sua ottava edizione. Il tema di quest&#8217;anno è la crisi e cercheremo di scoprire cosa voglia dire, significare veramente assieme a <a href="http://www.fupete.com/">Fupete</a> che ci accompagnerà in questi tre giorni. In che modo? Dandole <strong>una</strong> <strong>forma, un peso e un senso.</strong></p>
<p>Vi aggiorneremo strada facendo, ma per ora un piccolo assaggio di quello che stiamo combinando.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2298" title="fupete giorno 1" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/fupete.jpg" alt="fupete giorno 1" width="570" height="360" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2299" title="fupete2 giorno 1" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/fupete2.jpg" alt="fupete2 giorno 1" width="570" height="360" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2302" title="fupete4 giorno 1" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/fupete4.jpg" alt="fupete4 giorno 1" width="570" height="360" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2301" title="fupete3 giorno 1" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/fupete3.jpg" alt="fupete3 giorno 1" width="570" height="360" /></p>
<p>Michele Margiotta</p>
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		<title>Le Vele di Scampia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 22:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[Scampia]]></category>
		<category><![CDATA[Tobias Zielony]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le Vele di Scampia - videoanimazione di Tobias Zielony</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/vele.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2287" title="vele" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/vele.jpg" alt="" width="570" height="360" /></a></p>
<p>Una videoanimazione di 9 minuti che non menziona la mafia, ma si concentra sulle rovine spettrali dell&#8217;architettura che catturano, grazie al ritmo dirompente e ai giochi di luce ed ombra, lo sguardo dell&#8217;osservatore.</p>
<p>Composta da 7000 immagini riprese di notte con una reflex digitale e montate a velocità diversa da quella reale, l&#8217; animazione fotografica &#8220;Le Vele di Scampia&#8221; restituisce in termini di linguaggio filmico il disagio di chi vive o frequenta questi luoghi. Zielony si interroga sul senso dell&#8217; abbattimento delle architetture e su come forse non siano i mattoni i responsabili di quello che hanno fatto gli uomini. Il suo progetto artistico non dà risposte ma pone ulteriori interrogativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alice Pace, Asmara Malinconico</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>la E-WASTE / permanent error</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[suggestioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pieter Hugo]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti tecnologici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pieter Hugo - permanent error</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/pieter.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2284" title="pieter" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/pieter.jpg" alt="" width="570" height="360" /></a></p>
<p>Gli ultimi decenni hanno generato una nuova tematica relativa allo smaltimento dei rifiuti: la e-waste, cioè i rifiuti tecnologici. L&#8217;occidente ha risolto la questione inviando buona parte di essi nei Paesi del terzo mondo come merce di seconda mano &#8211; in teoria per colmare il divario digitale &#8211; facendo finta di non sapere che, nella maggior parte dei casi, questi finiscono accatastati in montagna di spazzatura inservibile. Nella baraccopoli di Agbogbloshie, alla periferia di Accra, nel Ghana, c&#8217;è una delle discariche Hi-tech più grandi del mondo: computer monitor e schede madri vengono qui bruciati per ricavarne rame, ottone, alluminio e zinco da rivendere producendo residui tossici che contaminano l&#8217;aria, l&#8217;acqua, la terra e le persone.</p>
<p>Agbogbloshie è oggetto dell&#8217;ultimo lavoro del fotografo sudafricano Pieter Hugo, &#8220;permanent error&#8221;, esposto al MAXXI di Roma. L&#8217;artista porta avanti la sua personale ricerca su questa realtà africana, attraverso un particolare lavoro di reportage fotografico, nella quale non possono non risaltare le tematiche di identità esaltate dai forti e vulnerabili ritratti. Qui le figure si aggirano lente tra falò e cumuli di vestigia informatiche, mentre vacche e buoi pascolano placidi tra i miasmi tossici del terreno. Uno scenario apocalittico che lanciano il titolo, se ce ne fosse bisogno, un ulteriore monito: permanent error è un&#8217;espressione del gergo informatico che sta a significare &#8220;un errore che si verifica quando un settore della memoria di massa viene erroneamente modificato con la sovrascrittura di altri dati e può essere corretto solo con la formattazione completa del disco e la riscrittura del settore stesso&#8221;.</p>
<p>PECCATO CHE IL PIANETA TERRA NON SIA RI-FORMATTABILE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alice Pace, Asmara Malinconico</p>
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		<title>ARTI VISIVE</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ACACIA]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arti visive]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli artisti italiani della collezione ACACIA</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/acacia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2281" title="acacia" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/acacia.jpg" alt="" width="570" height="360" /></a></p>
<p>ACACIA è un&#8217;associazione privata, senza fine di lucro costituita da collezionisti e appassionati d&#8217;arte, che incarna una forma collettiva di mecenatismo a favore dell&#8217;arte contemporanea, perché questa sia conosciuta, diffusa e amata.</p>
<p>18 artisti di fama internazionale presentano una trentina di opere legate da un filo rosso comune. Ciascuno propone a proprio modo un&#8217;interazione della storia particolare, del singolo, e quella universale, attraverso la memoria. Il filtro è la soggettività degli artisti che sovvertono, contestano o amplificano la relazione della realtà.</p>
<p>L&#8217;esposizione trasporta l&#8217;osservatore dalle atmosfere poetiche di Mario Airò e Grazia Toderi, all&#8217;irriverenza delle opere di Maurizio Cattelan e Paola Pivi; dalle interazioni con lo spazio di Luca Trevisani e Lara Favaretto al confronto con lo star system Hollywoodiano di Francesco Vezzoli; dalle indagini sul sociale di Rosa Barba, Vanessa Beecroft e Marcella Vanzo, alle riflessioni sulla vita quotidiana di Sabrina Mezzaqui; dalla videoarte di Nico Vascellari, alla manipolazione della materia di Francesco Gennari e Gianni Caravaggio; dalle armoniche composizioni di Ettore Spalletti all&#8217;epopea di immigrato di Adrian Paci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alice Pace, Asmara Malinconico</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fattore R</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 17:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>RE-CYCLE strategie per l'architettura, la città e il pianeta</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/maxxi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2278" title="RE-cycle" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/maxxi.jpg" alt="" width="570" height="360" /></a></p>
<p>Scenari che mettono in relazione lo sviluppo della città con il riutilizzo dell’esistente.</p>
<p>RE-CYCLE  LAB/03 è un&#8217;interessante ricerca sul riciclo in architettura che guida il visitatore verso una nuova visione di &#8220;riutilizzo&#8221; dell&#8217;urbanistica. Nonostante sia un tema non nuovo nell&#8217;ambito della cultura del progetto contemporaneo questa ricerca filosofica merita la sua attenzione. Inoltre in tempi di crisi, l&#8217;architettura si specchia in un mondo nervoso, costretto a inseguire scarti di serenità nelle pieghe di un sistema economico in affanno, se non attorcigliato su se stesso. L&#8217;abitare è specchio del mondo insegue e, a volte, anticipa sviluppi e tragedie.</p>
<p>Fino al 20 Maggio 2012 al MAXXI di Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alice Pace e Asmara Malinconico</p>
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		<title>The Abramovic Method</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 20:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marina Abramovic]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[The Abramovic Method]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>The Abramovic Method</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/Marina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2267" title="Marina" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/05/Marina.jpg" alt="" width="570" height="360" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il PAC di Milano, dal 21 marzo al 10 giugno 2012, è lo spazio espositivo prescelto da Marina Abramovic per il suo nuovo lavoro &#8220;The Abramovic Method&#8221;.</p>
<p>Un camice bianco, un paio di cuffie isolanti, 90 minuti scanditi solamente da un metronomo, occhi chiusi e annullamento. Il corpo perde la sua percezione, immobile, nelle tre posizioni previste dalla performance: gli elementi naturali associati ad  ogni step del percorso influiscono su di esso portando la mente a diversi stati di percezione.</p>
<p>In un’epoca in cui il tempo è un bene davvero prezioso, ma altrettanto raro, Marina Abramovic chiede allo spettatore/attore di fermarsi e fare esperienza del “qui e ora”, di ciò che prima di tutto lo riguarda: se stesso e il modo di relazionarsi con ciò che lo circonda. Un’esperienza e un’occasione da non perdere, un inedito all’interno del panorama artistico contemporaneo internazionale. L&#8217;eccezionalità della performance risiede proprio nel fatto che I Partecipanti al Metodo, ovvero coloro che parteciperanno attivamente alla performance dell’artista, vivranno in prima persona un percorso fisico e mentale, un’esperienza fatta di buio e luce, suono e silenzio, assenza e presenza con percezioni spazio-temporali alterate. Chi decidesse di non partecipare alla performance, potrà comunque entrare nello spazio espositivo e osservare le installazioni e i Partecipanti al Metodo. Marina Abramovic, in questo modo, sceglie di mettere alla prova anche il pubblico, osservatore distante, fornendo una serie di telescopi e binocoli, in modo tale che queste persone potranno essere in grado di cogliere ogni dettaglio della performance e dei Partecipanti anche risultando fisicamente lontani.</p>
<div></div>
<div>Alice Pace, Asmara Malinconico</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Una storia in una foto_8</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 21:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paparaa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[una storia in una foto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/#http://www.campivisivi.net//?p=2149">Una storia in una foto</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2249" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/04/pirozzolo1.jpg" alt="" width="520" height="320" /><br />
Da piccolino nei mesi estivi io e la mia famiglia trascorrevamo parecchio tempo al mare&#8230; non facevo castelli di sabbia come tutti gli altri bambini ma me ne stavo ore ed ore ad osservare i gabbiani volare. Ero affascinato dalle loro grida e dai tuffi a sfioro nell’acqua alla ricerca di qualche pesciolino.</p>
<p>D’inverno la riviera si svuota, i gabbiani tutti i giorni  si fanno quasi un ora di viaggio verso la discarica di Urbino per cercare qualcosa da mangiare.</p>
<p>Vorticano tutta la mattina sopra la discarica e come flotte di aerei in formazione di attacco si lanciano in picchiata per cercare cibo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giacomo Pirozzolo</p>
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		<title>Una storia in una foto_7</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 21:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paparaa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fenomenologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/#http://www.campivisivi.net//?p=2149">Una storia in una foto</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2243" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/04/mons-gibel_etna1.jpg" alt="" width="520" height="320" /><br />
Mons Gibel, monte monte, tra latino ed arabo la montagna due volte.<br />
La maestosa Etna è come una grande madre che accoglie e nutre senza distinzione tutto ciò che convive fra le sue terre. Qui trovo le mie origini, generate dal richiamo di una terra fertile e sublime che dalle ceneri vulcaniche ha tratto i suoi frutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alessandro Paratore</p>
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		<title>Una storia in una foto_6</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 21:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paparaa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fenomenologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/#http://www.campivisivi.net//?p=2149">Una storia in una foto</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2244" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/04/asmara.jpg" alt="" width="520" height="320" /><br />
Il rumore del silenzio è la particolarità del luogo; puoi ritrovare te stesso e farti riscaldare dalla luce del tramonto di questa terra del sud dimenticata da tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Asmara Malinconico</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una storia in una foto_5</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 21:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paparaa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.campivisivi.net/#http://www.campivisivi.net//?p=2149">Una storia in una foto</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2238" src="http://www.campivisivi.net/wp-content/uploads/2012/04/cimitero1.jpg" alt="" width="520" height="320" /><br />
Emil Cioran lo ha definito “dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove“.</p>
<p>Il cimitero è per me un luogo di calma, una dimensione in cui rifugiarmi per evitare il frastuono e i pensieri che attraversano la mia mente nel mondo esterno.<br />
Non c’è luogo migliore per “scollegarsi” dalla propria vita e rilassarsi in compagnia di coloro a cui si è voluto bene, il tutto nell’assoluto silenzio, interrotto solamente, talvolta, da una brezza leggera, che sfila con eleganza in mezzo alle colonne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giorgia Benvenuti</p>
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